Tra Sacro e profano : storia dell’arte inebriante del Profumo

L’olfatto è uno dei sensi più strettamente legato alle emozioni, più dei sensi connessi alla materia (tatto e gusto) e di quelli connessi all’ambiente (vista e udito).
Il senso dell’olfatto ci ha sempre guidati ed influenzati (consciamente e non) nei rapporti con gli altri. Scopriamo insieme come e dov’è nata l’arte affascinante e misteriosa della creazione di profumi e aromi.

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Il termine “profumo” viene dal latino e significa “attraverso il fumo”, proprio per il fatto che le prime profumazioni consistevano in aromi che venivano bruciati, ad esempio l’incenso che si offriva agli dei.
L’arte di miscelare gli aromi si diffuse dal Medio Oriente all’occidente attraverso le campagne militari di Alessandro Magno e grazie alle mediazioni con i mercanti arabi.
Come dicevamo, l’uso dei profumi in antichità era molto legato ai culti divini.

Kyphi
In Egitto serviva da intermediario fra l’uomo e gli dei. E’ nato nei templi, erea presente in tutti i rituali: purificava, partecipava a ogni tappa della vita umana, del contatto con le divinità, dei riti dell’imbalsamazione dei defunti.
Utilizzavano degli aromi che favorivano l’elevazione dell’anima: resina di terebinto, olibano, galbano, laudano, mirra…
Ogni mattina i sacerdoti procedevano alla pulizia delle statue divine poi ungevano ed imbellettavano il loro viso. Attraverso queste offerte, gli Egizi si assicuravano la protezione degli dei per il loro passaggio nell’aldilà che necessita del mantenimento dell’integrità del corpo.

Sostanze profumate e belletti non lasciano insensibili i mortali che li utilizzano dapprima per le loro virtù magiche e terapeutiche. Rapidamente diventano strumenti di seduzione grazie al loro potere odoroso ed estetico.

Via via che il lusso e la raffinatezza entrano nella vita privata, gli Egizi iniziano a impiegare le sostanze odorose anche nell’igiene quotidiana. Nasce allora una vera e propria industria dei profumi, senza dubbio favorita dalla spedizione navale della regina Hatshepsut nel mitico “Paese di Punt”,  una regione che doveva estendersi dalla Somalia al nord dell’Etiopia.
Le due resine più note sono l’incenso propriamente detto (Boswellia sacra) e l’arbusto della mirra (Commiphora burseraceae).

2_Popolo_ebreoAnche nella Bibbia vengono citati più volte i profumi, ed anche in questo caso il legame con il divino è molto forte.
“Prenditi degli aromi, della resina, della conchiglia odorosa, del galbano, degli aromi, con incenso puro, in dosi uguali; e ne farai un profumo composto secondo l’arte del profumiere, salato, puro, santo; ne ridurrai una parte in minutissima polvere, e ne porrai davanti alla testimonianza nella tenda di convegno, dove io m’incontrerò con te; esso vi sarà cosa santissima” (Es. 30,34-36). Dio, nella legge aveva ordinato di costruire un altare dei profumi e di offrire su di esso del profumo, aggiungendo anche con che cosa doveva essere fatto il profumo.

Il profumo riveste un ruolo nei riti funerari. Presso gli Ebrei, l’imbalsamazione non veniva praticata, ma il defunto era asperso con acqua profumata e il suo corpo veniva unto con olii aromatici.
L’aloe è uno dei profumi più popolari presso gli Ebrei. Anche il nardo è molto apprezzato. E’ una graminacea che odora di spezie e che viene chiamata la Verbena delle Indie. Profumo molto costoso, diventa nell’Antichità un termine generico per indicare il profumo dal valore elevato. Il Cantico dei Cantici, melopea da cantare alle nozze, enumera il nardo, il fiore della vite, la canna odorosa, il cinnamomo, il giglio e la melagrana.

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In Grecia, l’atmosfera e i corpi si profumano. Fin dall’epoca di Omero, durante i banchetti, si lavano i piedi degli invitati in segno di ospitalità, poi si offrono loro ghirlande di fiori, vini profumati, unguenti alla rosa e all’olio di garofano. A Creta, prima di partecipare ai famosi spettacoli con i tori micenei, gli atleti ungono il loro corpo con olio profumato.
I Greci consacrano un vero culto dell’igiene del corpo e della bellezza plastica. La profumazione del corpo entra a far parte della vita quotidiana ed è il completamento della bellezza femminile. L’offerta è ormai profana: è fatta per l’uomo ed ha una forte connotazione sessuale.
Così accadde anche per i Romani che assimilano la religione greca ed associano i profumi alle divinità ed ai riti dei matrimoni e dei funerali.
I primi Romani, più attratti dalle conquiste che dalla toilette, subiscono l’influenza dei paesi e delle civiltà che colonizzano.
Gli Etruschi fanno loro conoscere la ginestra, il laudano, il pino, il mirto, l’incenso. Le influenze ellenistiche e orientali si diffondono in Italia. Dalla Repubblica all’Impero, i profumi conoscono uno slancio formidabile fino all’eccesso, ad es. Nerone, durante i funerali di Poppea, brucia una quantità di incenso superiore alla produzione annua dell’Arabia.

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Gli Arabi, a partire dall’VIII° secolo, traducono i testi ellenistici, persiani, romani, bizantini, e li conservano in immense biblioteche. Queste traduzioni sono la base delle scienze mediche, farmaceutiche e chimiche per i secoli successivi anche per il resto del bacino del Mediterraneo e dell’Europa. La grande cultura scientifica degli Arabi influenza nel Medioevo le scuole di Salerno e di Montpellier, specializzate nella ricerca farmaceutica legata alla profumeria.
L’Alchimia medioevale deve tutto all’al-kimîya che riserva una parte importante all’arte della distillazione. Gli Arabi non sono gli inventori di questa tecnica ma l’hanno raffinata e diffusa in tutta Europa. Nel periodo in cui tutti i profumi utilizzavano dei corpi grassi come supporto, nel X° secolo gli Arabi inventano l’alambicco. Il profumo prende allora l’alcool come vettore: ciò permette di distillare un numero enorme di piante ed allargare la gamma degli aromi disponibili in profumeria. Sarà solo nel XIII° secolo che, alla fine delle Crociate, il profumo farà ritorno in Europa.

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Spero che questo riassunto storico profumoso vi sia piaciuto, ci sarebbe da dire tantissimo sull’argomento ma stò preparando un articolo separato dove parlerò delle tecniche e degli aromi in veste più “moderna”

Fonte  http://www.accademiadelprofumo.it/

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9 pensieri su “Tra Sacro e profano : storia dell’arte inebriante del Profumo

  1. Pingback: L’Arte del profumo : Com’è fatto? (parte1) | Tenebrika Beauty

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